Una cena speciale, tante famiglie riunite e il desiderio di riscoprire la santità attraverso i gesti semplici della vita quotidiana. È questo lo spirito che ha animato la Cena con i Santi, svoltasi venerdì 30 ottobre presso l’Oratorio San Giovanni Bosco di Giurdignano, alla vigilia della solennità di Tutti i Santi.
Una serata fatta di incontri, sorrisi, racconti e piatti da condividere. Un’occasione per stare insieme, riscoprire il piacere della convivialità e ricordare che la santità non è qualcosa di lontano dalla nostra vita, ma una possibilità concreta che si manifesta anche nei gesti più ordinari.
Cinque pietanze, cinque storie di santità
Il menù della serata è stato un piccolo viaggio tra epoche, luoghi e testimonianze di fede. Ogni pietanza, infatti, era accompagnata dalla storia di un santo, raccontata attraverso immagini e contenuti preparati per l’occasione.
Si è cominciato con la schiacciata di capperi e cipolla ispirata a San Colombano, il monaco irlandese che fece dell’austerità e della semplicità uno stile di vita. Un piatto essenziale, capace di ricordare il valore delle cose semplici.
A seguire, la minestra di ceci, fagioli e pasta legata alla Beata Elisabetta Canori Mora, una donna che visse la santità tra le difficoltà della famiglia, la preghiera e la carità verso il prossimo. Una pietanza della tradizione domestica, richiamo alla cura e all’amore che si esprimono nella quotidianità.
La polenta di castagne con salsiccia, associata a San Giovanni Bosco, ha richiamato il mondo semplice e popolare nel quale il santo torinese seppe farsi padre, maestro e amico di tanti giovani, facendo dell’accoglienza e della condivisione uno strumento educativo.
Particolarmente curiosa la storia della peperonata di San Pio da Pietrelcina: un episodio della sua infanzia racconta di una gustosa scorpacciata della peperonata preparata dalla mamma per i lavoratori dei campi. Un racconto familiare che ci ha fatto incontrare il santo anche nella spontaneità di un bambino.
Infine, la Papieska kremówka, il celebre dolce alla crema legato a San Giovanni Paolo II e ai suoi ricordi giovanili in Polonia, ha concluso il percorso con una nota di dolcezza.
Cinque piatti diversi per scoprire un unico messaggio: i santi sono stati uomini e donne capaci di vivere con straordinario amore le cose ordinarie della vita.
La bellezza di una comunità che si ritrova
Ma il vero ingrediente speciale della serata sono state le persone.
La partecipazione delle famiglie, la presenza di diverse generazioni attorno alla stessa tavola, le conversazioni e il clima di familiarità hanno reso questa esperienza qualcosa di più di una semplice cena.
In un tempo in cui non è sempre facile trovare occasioni per incontrarsi, fermarsi e condividere momenti insieme, riscoprire la gioia dello stare in compagnia è già un piccolo ma prezioso risultato.
Anche questo è il compito di una comunità parrocchiale: non soltanto organizzare attività, ma creare occasioni di incontro, coltivare relazioni, far sentire ciascuno parte di una casa comune.
Dietro una bella serata ci sono tante mani e tanti cuori
Un ringraziamento speciale va agli amici della Pro Loco, per la preziosa collaborazione e la disponibilità dimostrata.
Un grazie altrettanto sincero va a tutti i volontari che hanno reso possibile la serata, dedicando tempo, energie e attenzione ai tanti dettagli dell’organizzazione.
A chi ha preparato gli ambienti, a chi ha sistemato e allestito la sala, a chi ha lavorato in cucina, a chi si è occupato del servizio, a chi ha riordinato e pulito gli spazi, prima e dopo l’iniziativa.
Sono gesti che spesso non si vedono, che non finiscono nelle fotografie e che raramente ricevono un applauso. Eppure sono proprio questi gesti a rendere bella e accogliente una comunità.
Una sala preparata con cura, una tavola apparecchiata, una sedia sistemata, un ambiente lasciato pulito: sono piccoli segni di un amore grande per la propria comunità.
Grazie anche a tutte le famiglie e a quanti hanno scelto di trascorrere questa serata insieme a noi, contribuendo a renderla un momento di autentica fraternità.
Grazie anche a don Tiziano e agli amici di Palmariggi e a don Matteo da Minervino per la loro presenza e compagnia.
Continuiamo a costruire cose belle, insieme
La Cena con i Santi ci lascia certamente il ricordo di pietanze particolari e di storie interessanti, ma soprattutto ci consegna la gioia di aver fatto qualcosa insieme.
È questa la comunità che desideriamo continuare a costruire: una comunità nella quale ciascuno possa trovare il proprio posto, offrire qualcosa di sé, sentirsi accolto e contribuire al bene di tutti.
Non servono necessariamente grandi eventi per rendere vivo un paese. A volte bastano una tavola condivisa, la disponibilità di qualche volontario, la presenza delle famiglie e il desiderio sincero di stare insieme.
E forse anche questa è una piccola lezione dei santi: la santità comincia proprio da qui, dal bene che scegliamo di fare, insieme, ogni giorno.
Grazie a tutti. Continuiamo a prenderci cura delle cose belle che nascono nella nostra comunità!





