Nella Cattedrale di Otranto si è celebrato ieri sera il Giubileo dei Giovani ma in una forma forse insolita. I giovani partecipanti, insieme ad una delegazione della nostra Parrocchia, si sono ritrovati prima nell’atrio del Seminario Arcivescovile per un breve aperitivo di benvenuto e poi, una volta entrati in Cattedrale, hanno costituito dei gruppi di ascolto, confronto e condivisione intorno ad alcune parole (comunicazione, amore, fragilità, futuro, pace, politica, affettività, libertà, ricerca, identità) provocati da alcune domande.
A detta dei nostri giovani, il momento di ascolto e confronto è stato un profondo e importante per uscire fuori “dall’isolamento della fede” che a volte si vive nei nostri contesti condividendo con tanti altri giovani forse idee diverse ma la stessa fede.
La Cattedrale si è così trasformata in una casa accogliente, che spera e attende il ritorno dei suoi figli e di essi si mette in ascolto. E’ l’atteggiamento di una comunità che si prende cura dei propri giovani e li cerca lì dove sono.
Si è concluso con un breve momento di preghiera in cui, dopo l’ascolto di un brano del Vangelo, padre Francesco, si è reso disponibile per rispondere ad alcune domande rivoltagli dai giovani.
La presenza dei nostri giovani, non certo scontata, è il frutto di una attenzione nei loro riguardi, frutto di un lavorio spesso invisibile, a più mani. Un grazie a loro per la disponibilità, per essersi messi in gioco e aver colto l’invito.

